Home » Archivio » XV Domenica del Tempo Ordinario (13 Luglio 2014)

XV Domenica del Tempo Ordinario (13 Luglio 2014)

XV Domenica del Tempo Ordinario (13 Luglio 2014) - Vivi la Parola

Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 1-9) 

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. 
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

 

 

 

don Aldo:

 

Le parabole annunciate da Gesù sono dei paragoni, degli avvicinamenti alla verità attraverso racconti che ognuno può recepire a seconda del grado di maturità raggiunto nella fede. Sono un comprendere a piccoli passi, mediante una luce che traspare dai simboli, grazie a un dono di misericordia e di amore del Cristo. 
Accogliere la Parola con semplicità significa seminarla sempre, anche se cade sulla strada, sul terreno sassoso, tra le spine. Quest’ultime, assieme alle erbacce non strappate prima dell’aratura, impediscono al seme di attecchire bene, mentre il terreno sassoso, che si trova ai bordi del campo, ne ostacola il nutrimento. Il Regno di Dio è spinto a svilupparsi da una forza interiore insopprimibile che nasce e si arricchisce nonostante le difficoltà più grandi. 
Senza amore non è possibile ascoltare e capire lo Spirito Santo. A chi non ha la disponibilità interiore a ricevere la Parola di Gesù, come i farisei, gli scribi e gli anziani, “sarà tolto anche quello che ha”: l’antica alleanza.
Gesù instaura un dialogo d’amore con gli uomini che hanno chiuso il cuore alla verità. La parabola ci permette di vedere i fatti con una speciale prospettiva che mette in mostra tutto il nostro limite.
Dopo aver udito la Parola talvolta ci commuoviamo ma, finita la commozione, il “seme” muore per la mancanza di un vero rapporto col Signore. Quante volte, durante la nostra quotidianità, siamo incoerenti dando al mondo più importanza che a Dio?
Ogni giorno è fondamentale immergersi nella preghiera, capace di far penetrare il cristiano nella profonda essenza delle cose, permettendogli di comprendere ciò che è vanità, superfluo.
Il Regno di Dio fiorisce a seconda della serietà di coloro che lo accolgono. Quando non trasformiamo in vita gli insegnamenti evangelici dopo averli compresi, ci comportiamo all’opposto di quanto il Signore ci chiede, rifiutando la conversione.
Siamo fonte di gioia per noi stessi ed il prossimo ogni volta che diventiamo “terra buona” scegliendo Gesù in pienezza e dicendo sempre come Maria Vergine: “Eccomi!”.

 

 

 

Commento alle letture di Domenica 13 Luglio 2014 di Paolo Ramonda  
(Responsabile Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi)

NON RITORNERA’ A ME SENZA EFFETTO. La Parola del Signore che entra nella nostra vita ci trasforma nei pensieri, nelle parole, nella capacità di ascoltare, nei comportamenti, nelle scelte; soprattutto ci orienta a scegliere il verso giusto della nostra esistenza troppo spesso arida, scontenta, tiepida, insipida. Il Signore ci ha fatti bene, la stoffa è buona, bisogna solo lasciarsi fare dal sarto giusto. Siamo tutti da fecondare di amore di Dio, quello autentico, che ama gratuitamente, con compassione sincera, con generosità e trasparenza. Dice don Oreste Benzi “ la meditazione è l’applicazione ragionata della mente a Dio, veniamo a conoscere Dio, e la sua parola diventa nostro cibo”. 
LE SOFFERENZE DEL TEMPO PRESENTE. Vorremmo vivere senza sofferenze, senza contraddizioni e ostacoli, vorremo tutto liscio, ovviamente secondo i nostri progetti e a volte capricci anche se si è un po’ avanti negli anni. Anche tutta la creazione soffre, soprattutto l’umanità che geme nelle guerre, nella fame, nelle violenze. Molte di queste prove se le crea l’uomo stesso, è protagonista delle proprie sventure, frutto dell’egoismo e delle lotte fratricide. Ma c’è una speranza che ci libera dalla schiavitù del peccato, ci fa vivere da figli di Dio e da fratelli. Questa luce ci fa stare vicini alle persone che soffrono, ai piccoli, agli ultimi della terra, ci fa andare nelle periferie esistenziali guidati dallo Spirito Santo. 
ECCO IL SEMINATORE. Che gioia grande essere oggetto di attenzione di questo contadino che viene dal Padre nostro che è nei cieli, che si siede in mezzo a noi ogni giorno e ci parla del suo Regno di giustizia e di pace. Questa Parola cade nella nostra vita, nel nostro terreno che può essere secco, sassoso, spinoso o buono con diversa capacità di ricezione. Viene in abbondanza per essere accolto, custodito, come fa una mamma con il suo bambino piccolo, neonato. Ci va una dedizione totale, unica, come si fa tra due innamorati. Bisogna dare del tempo soprattutto del cuore a questa Parola del Signore, per amarla, comprenderla e viverla. Lontano da questa luce della Parola si diventa insensibili, freddi, lontani dal prossimo, autoreferenziali. Beati coloro che ascoltano ogni giorno questa Parola come pane quotidiano, sostanzioso. Che siamo generosi nel donarci a questa parola di vita eterna per poterci donare ai nostri fratelli. 
Maria madre del verbo, sapienza che hai custodito la Parola nel tuo cuore, riempici del tuo sì, del tuo amore per l’umanità sofferente.

 

 

 

 

 

Commento al Vangelo di don Oreste Benzi
(pubblicato su "Pane Quotidiano", tascabile che ti offre la Parola di Dio di ogni giorno commentata da don Oreste Benzi)

Quando siamo terra buona che accoglie il seme e lo fa fruttificare cento volte tanto? Quando ascoltiamo la parola annunciata, scegliamo Gesù e per l’amore che ci spinge diciamo sempre: «Eccomi». Quando siamo strada? Quando non trasformiamo in vita la parola di Dio, ma dopo averla capita ci comportiamo all’opposto di ciò che la parola richiede! Ci pensa poi satana a farla sparire dal nostro cuore. Quando siamo pietra? Quando dopo avere udita la parola ci  commuoviamo, ma finita la commozione il seme muore per mancanza di preghiera, perché manca “l’umidità” che mantiene fresca la parola. Quando siamo terreno che fa crescere sia la parola sia le spine che poi la soffocano? Quando teniamo i piedi su due staffe e non scegliamo la parola. Scegli di fare ogni giorno cinque minuti di meditazione, allora quella parola sentita genera relazione e quella relazione radica il tuo rapporto con Cristo. Abbiamo bisogno che la Parola di Dio generi relazione!

Vivi la Parola

Papa Francesco

Vivi la Parola

Il blog di don Aldo Buonaiuto

Vivi la Parola

Segui tutte le celebrazioni di Papa Francesco in DIRETTA TV

LINK UTILI

LINK UTILI - Vivi la Parola

Sito ufficiale della Santa Sede

LINK UTILI - Vivi la Parola

Sito ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana

LINK UTILI - Vivi la Parola

Sito del quotidiano cattolico Avvenire

LINK UTILI - Vivi la Parola

Sito dell'agenzia di informazione religiosa

LINK UTILI - Vivi la Parola

Il mondo visto da Roma: sito dell'agenzia internazionale di informazione religiosa

LINK UTILI - Vivi la Parola

Sito del settimanale della diocesi di Fabriano-Matelica

LINK UTILI - Vivi la Parola

Il Vaticano oggi

Vivi la Parola

Il bimestrale tascabile che ti offre la Parola di Dio di ogni giorno

Vivi la Parola

IN TERRIS: Quotidiano internazionale on line