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XIX Domenica del Tempo Ordinario (12 Agosto 2012)

XIX Domenica del Tempo Ordinario (12 Agosto 2012) - Vivi la Parola

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.»

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 41-51)

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».





Commento alle letture di Domenica 12 Agosto 2012
di Paolo Ramonda
 

(Responsabile Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi)

Alzati mangia. Elia il profeta vuole lasciarsi morire perché lo vogliono fare fuori, lo vogliono uccidere; meglio lasciarsi andare che soffrire così. Altri personaggi della Bibbia come Tobia, Giobbe, Giona, anche loro preferiscono spegnersi. Anche noi molte volte preferiamo fare le vittime, desiderosi di morire forse, di non esserci, gettiamo la spugna, ci si addormenta per non vivere più. Ma Dio che ci ama ci dice: “ alzati mangia, perché è troppo lungo per te il cammino”. Dobbiamo guardare al mandato, alla missione che abbiamo, camminare nel deserto del mondo per portare la pace di Dio.
Benedirò il Signore in ogni tempo. Guardate a Lui e sarete raggianti, il vostro volto brillerà sempre, in ogni situazione della vita, “ i poveri ascoltino e si rallegrino “. Chi cerca il Signore lo trova sempre: “ venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”. Possiamo veramente gustare quanto è buono il Signore se ci rifugiamo in Lui, se ci affidiamo a Lui. Chi cerca il Signore non deve temere alcun male: “ gli occhi del Signore sui giusti; il Signore riscatta la vita dei suoi servi”.
Siate misericordiosi. Non rattristiamo lo Spirito Santo, l’amore di Dio che abita dentro di noi come in un tempio spingendoci alla benevolenza, alla misericordia prima di tutto, al perdono reciproco e a rifuggire la cattiveria, la mormorazione, la violenza, l’impurità. Cristo ci ha amato dando la sua vita per noi, anche noi dobbiamo donare la vita per i fratelli.
Io sono il pane della vita. Tutti siamo istruiti da Dio che ci attira a sé, a noi il non chiuderci nel nostro io gigante che mormora e sempre si lamenta, non sa più dire grazie. Chi viene da Dio ha visto il Padre: Gesù è il Dio con noi, il pane che ci nutre veramente, pane che non ci fa morire nelle nostre scarpe ma ci apre a orizzonti di eternità. Un pane che si fa carne nella sua vita, passione, morte e resurrezione. Carne che va mangiata, assimilata, condivisa: “ chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo resusciterò nell’ultimo giorno”. Gesù vive per il Padre, anche noi dobbiamo vivere per Dio, solo così saremo realmente presenti ai fratelli nella vita con i più poveri.
Maria madre dell’Eucarestia, pane spezzato, donaci la tua capacità di amare sempre, per primi, gratuitamente, di amore inutile.



Commento al Vangelo di don Oreste Benzi
(pubblicato su "Pane Quotidiano", tascabile che ti offre la Parola di Dio di ogni giorno commentata da don Oreste Benzi)

Di fronte a Gesù che si rivela come colui che viene dal cielo, che è Figlio del Padre, che è l’unica vera risposta alle attese del mondo, che non solo dà la vita ma anche la nutre, la folla che lo ascoltava (i Giudei) reagisce negativamente cominciando a mormorare, a non avere fiducia.
Gesù si limita a ribadire che se corrispondessero al dono di Dio, crederebbero e non fuggirebbero dalla realtà con obiezioni inutili. Solo accettando Gesù possono conoscere Dio. Solo lui rivela il volto del Padre. Egli che viene da Dio ha visto il Padre. Chi vede Gesù vede il Padre. A nessun altro Dio si è rivelato. Rivelare il Padre è il ruolo proprio di Gesù. Chi si unisce a Gesù ha la vita piena, quella che non ha né inizio né fine (vita eterna). Gli Ebrei che mangiarono la manna nel deserto sono morti. Gesù invece dà un’altra vita, quella che non finisce mai e nutre questa vita. Come nuova manna, la Parola incarnata è diventato per noi nutrimento. L’uomo si nutre del verbo di Dio che si è fatto carne e ha dato se stesso in sacrificio per la vita del mondo: mistero della fede nel quale si penetra sviluppando la relazione.


 
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