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Solennità di Cristo Re (20 Novembre 2016)

Solennità di Cristo Re (20 Novembre 2016) - Vivi la Parola

«Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!»

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

 

 

don Aldo:

Oggi la Chiesa celebra la festa di Cristo Re dell’Universo. Il regno di Dio non è un dominio, una supremazia imposta su qualcuno, ma il realizzarsi dei cieli nuovi e della nuova terra dove verità, giustizia e amore sono pienamente compiuti, come preannunciato dai profeti fin dai tempi antichi. È un mondo nel quale vivere per qualsiasi cosa al di fuori del Signore significa spendersi per ciò che finisce e muore.
I capi del popolo beffeggiano e deridono Gesù in agonia sulla croce utilizzando gli stessi appellativi che il Salvatore aveva riferito a sé dichiarandosi Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, cioè il Messia secondo il profeta Daniele. L’amore del Signore per l’essere umano si può manifestare nella sua pienezza proprio attraverso il sacrificio di Gesù, incarnato per liberarci dai nostri peccati.
La sua morte, inflitta dai peccatori, è martirio che significa testimonianza d’amore. Il Maestro diventa il punto di riferimento di un’umanità che ha davanti a sé la via di salvezza ben delineata: sta all’uomo decidere se percorrerla o meno.
La famiglia, la parrocchia, la Chiesa sono lo spazio vitale in cui si attuano la salvezza e il regno di Dio, nella misura in cui vengono vissute nella pienezza e senza ipocrisie.
Il Battesimo sviluppa nel cristiano la fede, la speranza e la carità. E’ quell’attrazione a Gesù di cui parla lui stesso: “Una volta elevato da terra attirerò tutti a me”.
Il desiderio di fare un lavoro interiore serio e costante, attraverso la preghiera e i Sacramenti, è la nostra parte importante nell’azione di trasformazione e conversione a cui il Signore ci chiama.
Percorrere la via della croce significa mettersi dalla parte dei poveri, dei piccoli e dei sofferenti. Noi ci schieriamo solo a difesa dei nostri interessi oppure ci apriamo anche ai bisogni degli altri?
In Cristo si diventa nuove creature in grado di fare nuove tutte le cose. Lo Spirito Santo fa leggere e comprendere il progetto di Dio, fornendo il criterio per discernere secondo il suo pensiero e dando la forza per metterlo in pratica.

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